PEP-TEST
Immaginate di essere in una plaga deserta.
No, non siete su un'isola con palme da dattero e alberi del pane come quelli della Nestea, siete in un deserto di cemento diroccato e disabitato che potrebbe somigliare a Quarto Oggiaro il diciassette agosto. O al Gallaratese un venerdì tredici.
Immaginate che un meteorite abbia colpito la terra o che ci sia stata una nuova deriva dei continenti, che tutti gli esseri umani a parte voi e pochi altri siano scomparsi come gli stegosauri, gli pterodattili i triceratopi e i tRex.
Immaginate che un dio qualunque (Jahvè, Amon, Zeus, Thor, Dio, Visnu, Berlusconi) si appalesi e vi dica: " Sei tra i pochi superstiti. Ti devi accoppiare per garantire la sopravvivenza della specie umana. Scegli tu ma fai in fretta, altrimenti tiro io a sorte." E ti mette davanti i seguenti soggetti:
Per le donne
1) il vigile obeso della Tim che durante la catastrofe ha perso l'unico neurone rimastogli sotto il cappello
2) Tonino Guerra, che ti vuole prendere davanti a un rudere dell'Unieuro e ti dice pure che ci vuole ottimismo nella vita
3)il delfino curioso della Dufour ma tu non hai le caramelle
Per gli uomini
1) l'urlatrice della Levissima che porta la meno quattro di reggiseno, ha appena ingoiato tredici bruschette all'aglio, ulula ventiquattr'ore su ventiquattro perchè è sorda e occhio alle stalattiti
2) la vecchia dell'Ace vittima di un insuccesso con Ace Gentile quindi di pessimo umore
3) la fatina miniaturizzata del Philadelphia che non esce mai dal suo frigo perchè soffre di agorafobia
Tu chi sceglieresti?
Seguiranno i risultati del test.
?
Perchè quando vedo la mamma del Kinder Colazione Più vorrei prenderla a pangocciolate in faccia?
Il bambino della Dufour che dice "Deeelfino curioso!" è affetto da autismo o è solo sfigato?
Com'è che ogni volta che usiamo la metro , invece di Keanu Reeves, Johnny Depp o Gabriel Garcia Bernal ci tocca vedere Cannavaro in mutande bianche D&G?
Siamo sicuri che la Laurito usi Rio Casa Mia come detersivo detergente e non come shampoo increspante?
È credible che Silvio Muccino scenda con indifferenza dal pick up dove è salito un nanosecondo prima, rinunciando alla compagnia di una bionda strafiga, la quale, improvvisamente
impazzita, getta dalla vettura indumenti appallottolati brandendo il cellulare come lo scudo di Daitarn Tre?
SALMONE FRESCO DELL'IKEA
Capita che l'altra sera il moroso e io, stravolti e tumefatti da stress e calura, apriamo il frigo in cerca di ispirazione.
E dal primo ripiano in basso a salire vediamo, nell'ordine:
fragole del giurassico rosa e blu (effetto criogenizzante post glaciazione)
birre Moretti e Menabrea nonchè una bottiglia di Gewurtztraminer (intatte e ben conservate)
parmigiano reggiano formaggini dieta non identificati pecorino di Pienza in crosta (nel senso che c'era solo la crosta)
yogurt scaduti e prosciutto sprecato (un tempo freschissimo, ora disidratato).
Ultima speme, il freezer che apriamo guardinghi: sopresa. Due belle confezioni di tranci di salmone alle erbe dell'Ikea comprate, è vero, una settimana fa. Niente a che vedere col sushi dello Zen o dell'Hama nè tanto meno con i gamberi di mia madre ma meglio di prosciutto essicato e fragole dadaiste.
Apriamo le pratiche confezioni parallelepipoidali provenienti dal reparto gastronomia del mobilifico più conveniente e creativo del ventunesimo secolo e poniamo i trancetti in una pirofila. Scaldiamo il forno e nel mentre, io.
Apparecchio.
Accendo lo stereo.
Vado in camera e ripongo nell'armadio i miei jeans abbandonati sul letto.
Vedo il mio libro sulla sedia e chissà perchè lo sposto sul tavolo.
La gatta Bertux detta Crepe Suzette mi sbadiglia in faccia e io la accarezzo.
Torno in cucina. Sento uno strano odore provenire dal mio moroso. Egli sa di mare, di pesce di quell'odore sgradevole di sardina avizzita che non viene via nemmeno se prendi un litro di last al limone e te lo spalmi tipo olio levigante per il corpo in lungo e in largo.
È solo in quel momento che realizzo la vera verità e mi rivedo, pochi minuti or sono, le mani nude che stringono i trancetti e li sistemano nella pirofila di vetro. Annuso le mie mani e capisco di essere vittima dello stesso destino, sento lo stesso effluvio portuale che avvolge arti e chioma del fiancè. Cazzo.
Mi avvicino a tavola e annuso piatti e posate come un segugio: pare di stare al mercato del pesce. Mi avvicino allo stereo e inspiro la manopola: eau de mer. Torno in camera e odoro le ante dell'armadio nonchè i jeans riposti: profumo di sale profumo di mare che sta sulla pelle che sta sulle palle. Avvicino il naso al libro che ho spostato sul tavolo: sembra uscito fresco fresco dalle reti di padron 'Ntoni.
Dietro di me la gatta Crepe Suzette miagola come un'ossessa: sa tutta di pesce anche lei e forse le andrebbe anche di assaggiarlo, il trancetto.
Cara Suzette, è tutto tuo, ti lascio la mia cena di mare senza rimpianti, fai pure.
Ora, non so se io ho un olfatto particolarmente sviluppato ma altro che Svezia: sono passati due giorni e qui da me sembra di stare al porto di Aci Trezza sotto vento.
RICETTINA VELOX
Se anche tu, colta/o da fame chimica pur senza aver aspirato nulla, arrivi a casa con patatine, cannoncini pizzette torte salate muller thurgau e gewurtztraminer nello stomaco, significa che sei
stata/o a una festa. Come me.
Ma se hai ancora fame, almeno tu, non iniziare ad armeggiare instabilmente (cfr muller e gewurtz) in cucina. Non aprire il frigo alla ricerca di, vediamo un po', qualcosa che riempia ma senza esagerare. Se te ne esci con un "ecco, trovato", il danno è fatto: spaghetti col Philadelphia allo yogurt è stato il mio. Lo so, non dire nulla.
Già vedo il tuo volto accartocciato davanti a queste parole, la cara vecchia Kaori che si gira nella tomba come un polletto allo spiedo e la signorina sulla confezione De Cecco che vorrebbe imbavagliarmi col bandana rosso che ha in testa e frustarmi con gli spaghetti alla chitarra. A questo punto, desisti. Non fare come me che, imperterrita, butto in acqua bollente e salata gli spaghi e scollo (con doppia elle) il Philadelphia dalla vaschetta per poi adagiarlo in un piatto fondo. Darsi un tono aggiundendoci del pepe, non servirà a niente. Scolare la pasta è un errore. Versarla nel piatto, peggio. Assaggiarla di più.
Decidi anche tu di abbandonare il piatto al suo destino e vai a letto.
Se poi la mattina arrivi in cucina e vedi la tua gatta con le vibrisse sporche di Philadelphia e uno spaghetto in bocca a penzoloni, non stupirti. Da qualcuno avrà pur preso.
DUBBI ESISTENZIALI PRE-ESTATE
Perchè le signorine della pubblicità della Dove sono tutte-ma-proprio-tutte tonde come supplì mentre quelle della L'Oreal sono tutte-ma-proprio-tutte filiformi come Mikado?
Perchè mi ostino a comprare yoghurt Vitasnella che appassiscono puntualmente nel mio frigo?
Perchè il foie gras, le Pringles e le Extrasottili della Lindt fondente e arancio da me non scadono mai?