LETTERA DI CONGEDO DA UN FETICCIO

Tre settimane fa.
Mezzanotte. La casa di Demiurgo Ferzetti, alias Dart Fenner, è immersa nel silenzio di una notte di aprile. In camera da letto, sua moglie Anna dorme già. Gli pare di sentirla respirare, di vedere il suo seno che, piano, sale e scende, gonfiato dal respiro regolare di chi sogna, inconsapevole. Dart Fenner corruccia la fronte e si gratta le sopracciglia con il dito indice.
Che poi, in realtà, Anna non è sua moglie. Il divorzio pesa ancora su cuore e conto in banca, prima di risposarsi bisogna pensarci un po’. Un po’ tanto. Due o tre ere geologiche possono bastare?
Eppure è come se lo fosse, sua moglie. Non a caso Demiurgo Ferzetti alias Dart Fenner ha un’amante. E come si fa ad avere un’amante se non si ha una moglie? Come si può volere il divorzio se non si è sposati? Come si fa a desiderare di non vivere più con lei se lei, esclusi i fine settimana, non vive con te? Nonostante sia il megadirettore creativo della più grande agenzia di pubblicità internazionale, questo genere di riflessioni gli provocano tachicardia e lo fanno sentire un cranioleso ubriaco.
Oggi è sabato sera, ha raccontato ad Anna che doveva stare in agenzia fino a tardi, sai tesoro, le campagne nuove, la responsabilità. E lei adesso è a casa sua, nella sua camera, nel suo letto, che lo aspetta e dorme con quell’aria da montanara rivestita in via della Spiga (è nata a Bolzano). Non l’ha ancora vista e già si sente soffocare, percepisce il respiro di lei sul collo come un soffio caldo quando l’estate è senza scampo e l’umidità viaggia intorno al novanta per cento e tu sei sudato e non puoi farti nemmeno una doccia perché l’acqua non c’è. Ė finita, lo sa che ormai con Anna è alla fine.
Invece, Lilia…ah, Lilia. Che ineffabile scoperta. Cosa non farebbe con Lilia, cosa non farebbe a Lilia. Lei e i suoi piedi sottili che starebbe a leccare per ore. Mica come quelli palmati di Anna, diciamocelo.
Lilia l’ha conosciuta sul set dello spot Tre. Tutti guardavano quella logolesa di Paris Hilton, lui con quell’organismo monocellulare c’era dovuto uscire anche a cena, ma in realtà, in realtà, sul set, le sue pupille erano incollate al culo della comparsa, così perfetto e rotondo che, quando lei camminava, dondolava come un pendolino ipnotico. Che bello averti conosciuto, Lilia.
E così era cominciata, con un sorriso alla comparsa, una sventolata di mantello nero Armani e un mazzo di jacaranda rosse, perché le rose le regalano tutti, ma non lui. E poi, la cena, in quel piccolo bistrot francese. Il resto, a seguire. Ah, Lilia.
Oggi
Tesoro mio,
faccia a faccia non riesco a dirti tutto quello che vorrei, per questo ti scrivo.
Il fatto è che, passata la scintilla, è finita la magia del momento in cui tutto è senza sbavi. Scusa se sono così diretto, ma ti sono sempre piaciuto per questo, no?
Non guardarmi così, mi pare di vederli, i tuoi occhi. Lo so che non te l’aspettavi ma l’amore è anche questo, imprevedibilità e dolore che ti fottono quando meno te lo aspetti. Resteremo amici, se vorrai, se non ti farà soffrire. Col tempo, lo so, ora è troppo presto.
Il fatto è che, vedi, ormai tra noi la confidenza è totale, non c’è centimetro del tuo corpo che io non abbia percorso, conosco la tua pelle come le pagine di un libro, ricordo alla perfezione il tuo sapore, come una poesia di Dylan Thomas. Ma da quando hai fatto quella pubblicità per la Geox, da quando quello sfigato inenarrabile ti crolla di fronte obnubilato dall’olezzo dei tuoi piedi e delle tue chanel tacco dodici, quando ti vedo, sento puzza tutt'intorno e vorrei svenire. Non riesco più a fare l’amore con una coi piedi così, capisci? Non riesco più a morderli, i tuoi piedi, comprendi?
Ferma, non ti affannare a dirmi che è tutta una messa in scena, che in realtà i tuoi piedi non hanno mai puzzato, non farlo perché non serve. Per me è la tua immagine, è l'idea che ho di te che non c’è più, per me adesso tu sei così e così ti vedo. Quando si legge un libro, pagina dopo pagina, le parole fomentano fantasia e immaginazione, costruiamo nella nostra testa regni infiniti e situazioni possibili. Ma se il libro diventa film, tutto si circoscrive in confini precisi, la fantasia è prigioniera per sempre e la faccia di Arturo Bandini di Chiedi alla Polvere resterà quella di Colin Farrel, il volto di Patrick Bateman di American Psycho apparterrà in eterno a Cristopher Bale. I tuoi piedi, saranno per sempre quelli dello spot Geox, Lilia.
Perdonami, che la forza sia con te.
Demiurgo-Dart
ULTIME DA ZELDA ZETA # DUE




Domani sera 18 aprile, gli Zelda Zeta presenteranno Voice Center al Festival del Cinema dell Umbria, Terni. Ore 19, Aperibook.
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