FANTANGENZIA PARACOOL
FLORA E FAUNA: LA STAGISTA LETTERINA



La Stagista-Letterina è una che fondamentalmente non fa un cazzo.
Si agita parecchio ma più che altro i suoi sono stacchetti a ritmo del jingle prodotto dai passi del direttore creativo di turno o del direttore account del momento o del direttore producer di fresca nomina.
Infatti la Stagista-Letterina è trasversale a tutti i reparti. Anche lei è un prodotto della globalizzazione. Quando va in vacanza per i week end predilige Santa Margherita, Rapallo, Capri, Ponza. Quando fa viaggi più lunghi opta per Santo Domingo (Gran Dominicus villaggio del Ventaglio), Zanzibar (Villaggio del Ventaglio), Costa Smeralda (Villaggio del Ventaglio), al limite una settimana in barca a vela alle isole Porquerolles (ma lei sulla barca prende solo il sole).
La Stagista-Letterina può masticare gomme tipo Vigorsol senza zucchero o Daygum White. In genere è piuttosto gnocca, sorride molto, spesso a sproposito.
A volte osservandola, sorge spontaneo chiedersi se la sua bocca non abbia subito una paresi tale da costringerla a mantenere quel sorriso plastificato ventiquattr’ore su ventiquattro.
La Stagista-Letterina quando non sorride, fissa. Ma non in modo normale. Può fissare secondo quattro modalità:
1) sguardo fisso apparentemente attento: ti fissa dando l’impressione di seguire il tuo discorso (o quello di chiunque altro) . Se per caso ti venisse in mente di chiederle “ripeti quello che ho detto”, così, a bruciapelo, ti fisserebbe ancora e si metterebbe a ridere;
2) sguardo adorante: in genere riservato ai vertici aziendali, a coloro i quali, in qualche modo, possono occuparsi di lei come intende lei;
3) sguardo raggio―gamma: è lo sguardo di Goldrake. Quello perforante, di cui la creatura si serve quando vede una stagista più letterina di lei
4) sguardo non-esisti: adottato nei confronti di tutti coloro, uomini o donne, che non sono abbastanza trendy, abbastanza in carriera, abbastanza brillanti, abbastanza fighetti, abbastanza.
Se la Stagista-Letterina riesce a mettersi insieme col Direttore Creativo/Accaunt/Producer di turno, allora è fatta. Diventerà presto una Copy-Letterina o un Art-Letterina o un’Account-Letterina, o una Producer-Letterina. Una Media-Letterina mai, perché “il media” non è abbastanza figo.
Se invece non riece nell'intento, tempo un anno e svaporerà, si eclisserà dall'agenzia in cerca di nuovi obbiettivi da trafiggere.
Breve dialogo tipico tra la Stagista-Letterina e il suo capo diretto, supponiamo del reparto creativo, supponiamo un semplice Art.
Art: allora hai capito? Servono foto di peruviani, messicani, guatemaltechi, popolazioni del centro america insomma. Chiaro?
Stagista-Letterina(sorridendo e annuendo): mh mh!
Art: ripeti, cosa devi cercare?
Stagista-Letterina(fissandolo attentamente): delle foto, no?
Art (occhi al cielo): sì, ma di chi?
Stagista-Letterina: di peruviani, filippini, no?
Art: Ma no, che non devi cercare i filippini! Ti sembrano centroamericani, i filippini?
La Stagista-Letterina ride e lo fissa.
Art: da dove vengono i filippini?
Stagista-Letterina: dalle Filippine.
Art: brava. E dove sono le Filippine?
Stagista-Letterina: non sono sotto Santo Domingo?
Art: no.
Stag-Lett: di fianco a Zanzibar?
Art: no.
Stag. Lett: c’entrano qualcosa con le isole Porquerolles?
Art: no.
E così avanti per ore.
